8 Marzo 2021, il giorno del non ricordo

8 Marzo

J’ accuse .

L’ipocrisia galante della cultura, della politica, della religione di mascherare la disfunzionalità dell’ individuo, della famiglia, della società, camuffando e legittimando sentimenti e azioni in profonda contradizione tra loro.

Investire nell’essere umano, significa, investire nella conoscenza di se stessi, partendo da un educazione dei sentimenti e la capacità di esprimerli anche attraverso una comunicazione conflittuale, un processo che si inizia da piccoli e non si finisce mai d’imparare.

Ecco che le donne hanno un ruolo chiave in questa evoluzione di crescita dell’ essere umano. La nostra è una consapevolezza in movimento che, è tanto più efficace, quanto come individuo singolo siamo in grado darci valore. Riconoscere ed opporsi a comportamenti e messaggi disfunzionali, offensivi, di violenza psicologica e ricattatori, nella quotidianità significa oggi, come ieri, essere esclusi e talvolta isolati. Si inizia in famiglia, tra fratelli, genitori, nonni, tra i banchi dell’asilo, tra amiche all’aperitivo, tra colleghe in ufficio, tra mamme all’uscita di scuola e tra donne innamorate.

La conflittualità è una grande risorsa, un bene prezioso, se impariamo ad esprimerlo senza temerlo è il primo passo che ci porterà verso la conoscenza e quindi alla possibilità di scelta e di libertà.

VIva la Musica, Viva le Donne, per oggi è ancora un giorno di Festa !

Rosaspina Briosa – Un tango con il tenore – © Tutti i diritti riservati

LE “DIVINE” NELL’OPERA E NEL TANGO

Maria Callas – Paquita Bernardo

New York , 16 Settembre 1968

La luce dello specchio le rimandava il suo sguardo, ancora febbricitante per la grande emozione condivisa con il pubblico del Metropolitan.

Ricomporsi, ritornare emotivamente al qui e ora era uno sforzo intenso.

La voce era uno strumento tecnicamente perfetto, ma perché suonasse con quel pathos richiedeva l’immedesimazione totale e per fare ciò, lei si esponeva nuda, all’intimità emotiva.

La sua Lucia era lei stessa.

Sentì, in quell’attimo nel quale stava ancora vibrando per gli applausi ricevuti, un bussare deciso. Iniziò focalizzare il camerino attorno a sé, i piedi ancorati al pavimento e le mani non tremarono più. Silenzio.

Chi poteva essere?

 Gettò velocemente il batuffolo di cotone che teneva tra le mani nel cestino, si girò e disse: «Avanti.»

Non ci furono parole, entrambe nel silenzio con lo sguardo si abbracciarono, perché quell’energia inspiegabile illuminava ed inumidiva entrambe.

La consapevolezza del tempo e dell’orgoglio che le aveva tenute lontane, all’improvviso svanì……… non erano Divine erano Donne.

Oggi 8 Marzo 2021, ho voluto ricordare l’unico incontro avvenuto tra Callas e Tebaldi, perché anche la storia può essere riletta e possiamo noi donne evidenziare la collaborazione e non la rivalità, sia dal punto di vista artistico, lavorativo, familiare e sociale.

 Possiamo essere consapevoli dei ruoli e dell’immaginario che nei secoli ci sono stati cuciti addosso, ma di cui oggi abbiamo il diritto di rivendicare con determinazione. Siamo noi a decidere, perché valiamo e perché i tempi sono maturi per non farci tirare i fili come burattine, da stereotipi culturali che ormai ci stanno stretti.

L’inconscio archetipo ci vuole remissive e angeliche nell’immaginario collettivo o donne vampiro, estremamente sensuali in controllo del nostro potere seduttivo. Un contrasto forte con la realtà quotidiana, dove le donne sono invece sempre di più oggetto-sessuale e sempre di più economicamente non indipendenti, al punto tale, che la situazione attuale del Covid ne ha messo in evidenza la drammatica fragilità.

E se per l’opera ho voluto ricordare l’incontro tra Callas e Tebaldi, per il tango ho un solo nome da proporvi oggi: Paquita Bernardo, la signora del bandoneòn, giovanissima creò una sua orchestra in un momento storico non meno difficile di quello di oggi, dove la musica era il regno degli uomini e dove le donne in Argentina negli anni 20 erano come quelle di oggi ancora remissive.

Un talento, ed un amore per la musica che la porterà a rinunciare ad una dimensione femminile per rimanere completamente libera. Lo stesso Gardel desidera cantare sulle sue note e un giovanissimo Osvaldo Pugliese suona con lei, fu la sua fortuna, perché gli permise di accostarsi alla parte femminile che ogni uomo ha dentro di sé, confrontarsi con essa gli permise di rompere gli schemi musicali ed osare.

Paquita morirà a 25 anni per Tubercolosi, troppo presto, riuscì comunque a lasciare dietro di sé, le tracce del suo profumo.

Un altro profumo intenso, questa volta tutto italiano è quello di Emma Carelli, ma di lei parlerò nei prossimi appunti di viaggio. Anche il suo un profumo che rimase soffocato per troppo tempo, perso come tanti altri splendidi profumi di donne artiste, giornaliste, scienziate, politiche, profumi che la storia scritta da uomini per una società maschile tende a dimenticarsi.

È il profumo di donna che risveglia in ognuno di noi la parte migliore. Lasciatevi sedurre da questo profumo, non temetelo uomini e donne, noi ragazze siamo destinate a compiere cose grandi!

Rosaspina Briosa – Un tango con il tenore – © Tutti i diritti riservati

Paquita La flor de Villa Crespo
Renata Tebaldi: Cilea-Adriana Lecouvreur, “Io son l’umile ancella”.
Maria Callas: Bellini-Norma, “Casta Diva”